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Rassegna Stampa
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Testata:

Libero

Numero:

31 Luglio 2005


Il made in Italy che vince /5
INDUSTRIA: Dalla Calabria Filippo Callipo sfida le multinazionali
Il Re del tonno non molla l’Italia “Delocalizzare? Non se ne parla”


Calabria. Lato Tirreno. Qui proprio nel cuore del Golfo di Sant’Eufemia sorge la località balneare di Pizzo. Pizzo Calabro per gli amici. Poco meno di 10 mila anime che fanno della pesca e del turismo la loro ragione di vita e della Callipo Spa, prodotti per il mare, tonno per la precisione, motivo d’orgoglio e vezzo da mostrare all’esterno.
Proprio a Pizzo, infatti, più di 90anni fa (1913) il capostipite Giacinto Callipo ha fondato la sua azienda. Oggi sono arrivati alla quarta generazione, ma l’attuale, presidente, Filippo, ne parla sempre con la stessa enfasi. Radicamento sul territorio e voglia di farà squadra. Questi i tratti distintivi del suo modello imprenditoriale. Trasparenza e qualità del prodotto, invece, rappresentano il valore aggiunto per crescere e battere la concorrenza; Molto agguerrita, visto che quasi tutti i produttori del settore, grandi e piccoli, hanno spostato nei Paesi a basso costo della manodopera. Uno degli ultimi marchi scappati dal Belpaese è Nostromo, controllato dalla spagnola Calvo, che ha chiuso gli stabilimenti di Vibo Valentia, por riaprirli a Carballo, Penisola Iberica.
« Delocalizzare? Ma non scherziamo - ribatte il presidente - il Padreterno mi ha fatto nascere a Pizzo e io continuo a fare il mio lavoro qui nella mia terra». Attaccamento morboso. No. Non è questo. Quella di Filippo Callipo, a capo anche della Confindustria calabrese, è soprattutto un ‘idea imprenditoriale: alternativa alla cura maniacale per i costi e alla ossessione per le garanzie e le tutele dei lavoratori.
« Vede - sottolinea Callipo - tutti i nostri concorrenti per risparmiare sulla mano d’opera hanno deciso di portare all’estero gran parte della produzione. Noi, invece, facciamo tutto in casa e puntiamo soprattutto sul prodotto. Il nostro è un tonno di qualità medio-alta che richiede la cura e l’esperienza di persone qualificate. A oggi abbiamo ben 197 dipendenti e lo stabilimento, circa 34mila metri quadri, ‘offre un’immagine di modernità e tecnologia avanzata. Questi sono i nostri valori aggiunti».
Tutto, infatti, dalla cottura al taglio, per passare alla monti e all’invasettatura del tonno è curato nello stabilimento di Maierato, a pochi chilometri da Pizzo. Un gioco di squadra ormai rodato alla perfezione.
« Ecco, appunto - dice Callipo possono sembrare i soliti discorsi teorici, poco pratici, e invece la capacità di fare gruppo è una diretta conseguenza del nostro legame con il territorio. Basta un esempio. Abbiamo una squadra che milita nel campionato di A1 di Volley. Anzi, lo scorso anno siamo arrivati in finale di Coppa Italia. Un risultato storico. Bene. Da qui partono pullman organizzati con i nostri dipendenti che per un giorno si trasformano in tifosi appassionati a vanno a seguire la squadra in giro per l’Italia. Poi, però, il lunedì mattina tutti puntuali tornano al lavoro. Con lo spirito rinfrancato».
E che non sia solo una questione di spirito, ma anche di vil denaro lo testimoniano i numeri. La Callipo Spa, infatti, in annate di crisi per il settore ha costantemente guadagnato quote di mercato e anche nell’ultimo anno, con un fatturato di 28 milioni di euro, è cresciuta del 3%. E crescere, in . questo settore, è sempre più difficile. Il big business si sta spostando verso l’estremo oriente. Alcune multinazionali pensano di spostare la produzione in Nord Africa e in Medio Oriente. Dove la manodopera costa pochissimo.
« Ma i nostri numeri numeri sottolinea mister Callipo - dimostrano che puntare sul lungo periodo, sulla qualità e sulla trasparenza del prodotto alla fine si rivela una scelta vincente. E poi vuole mettere la soddisfazione che c’è a fare impresa al Sud».
Ma è così difficile il mestiere dell’imprenditore da Roma in giù? «Diciamo che è almeno quattro volte più difficile, Per una questione sociale, ambientale e anche geografica. Noi, qui, siamo distanti dai mercati di consumo, abbiamo difficoltà sia nell’ approvvigionamento delle materie prime sia nel reperire i macchinari necessari alla produzione. Per non parlare, poi, dei fenomeni malavitosi tristemente noti».
Insomma, come ha detto il presidente di Confndustria Luca Cordero di Montezemolo, chi fa impresa al Sud è un eroe. «Eroe no, ma sicuramente ha a che fare com’i mia realtà più complessa. Magari hai meno margini di errore e devi sfruttare le idee arrivando prima degli altri. Noi per esempio siamo stati i primi al mondo, nel 95, a partire con la vasetti in vetro. Il tonno lo puoi vedere, puoi quasi testare la qualità, la compattezza, il colore. Adesso abbiamo in produzione delle peculiarità di tonno solo nostre: le rustiche di tonno con la ‘nduja, con la cipolla di Tropea e col cuore di carciofo. Come vede mettiamo sempre al centro i prodotti della nostra terra»,
Innovare, quindi. E per il futuro? «Vede, Pizzo è famosa per 3 cose: qui venne fucilato anni fa Gioacchino Murat, poi abbiamo il tonno e infine il gelato. La prima è storia, sul secondo pensiamo di essere all’avanguardia non ci resta che puntare sul gelato. Ecco, noi, alla delocalizzazione rispondiamo diversificando e cercando dì arrivare prima degli altri».

Tobia De Stefano

 

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