Il made in Italy che vince /5
INDUSTRIA: Dalla Calabria Filippo Callipo sfida le multinazionali
Il
Re del tonno non molla l’Italia “Delocalizzare?
Non se ne parla”
Calabria. Lato Tirreno. Qui proprio nel cuore del Golfo di
Sant’Eufemia sorge la località balneare di Pizzo. Pizzo Calabro per gli amici. Poco meno di 10
mila anime che fanno della pesca e del turismo la loro ragione
di vita e della Callipo Spa, prodotti per il mare, tonno per la
precisione, motivo d’orgoglio e vezzo da mostrare all’esterno.
Proprio a Pizzo, infatti, più di 90anni fa (1913) il capostipite
Giacinto Callipo ha fondato la sua azienda. Oggi sono arrivati
alla quarta generazione, ma l’attuale, presidente, Filippo,
ne parla sempre con la stessa enfasi. Radicamento sul territorio
e voglia di farà squadra. Questi i tratti distintivi
del suo modello imprenditoriale. Trasparenza e qualità del
prodotto, invece, rappresentano il valore aggiunto per crescere
e battere la concorrenza; Molto agguerrita, visto che quasi
tutti i produttori del settore, grandi e piccoli, hanno
spostato nei Paesi a basso costo della manodopera. Uno degli
ultimi marchi scappati dal Belpaese è Nostromo, controllato
dalla spagnola Calvo, che ha chiuso gli stabilimenti di Vibo
Valentia, por riaprirli a Carballo, Penisola Iberica.
«
Delocalizzare? Ma non scherziamo - ribatte il presidente -
il Padreterno mi ha fatto nascere a Pizzo e io continuo a
fare il mio lavoro qui nella mia terra». Attaccamento
morboso. No. Non è questo. Quella di Filippo Callipo, a
capo anche della Confindustria calabrese, è soprattutto
un ‘idea imprenditoriale: alternativa alla cura
maniacale per i costi e alla ossessione per le garanzie e le tutele
dei lavoratori.
«
Vede - sottolinea Callipo - tutti i nostri concorrenti per risparmiare
sulla mano d’opera hanno deciso di portare all’estero
gran parte della produzione. Noi, invece, facciamo tutto
in casa e puntiamo soprattutto sul prodotto. Il nostro è un
tonno di qualità medio-alta che richiede la cura e
l’esperienza di persone qualificate. A oggi abbiamo ben 197
dipendenti e lo stabilimento, circa 34mila metri quadri, ‘offre
un’immagine di modernità e tecnologia avanzata.
Questi sono i nostri valori aggiunti».
Tutto, infatti, dalla cottura al taglio, per passare alla monti
e all’invasettatura del tonno è curato nello stabilimento
di Maierato, a pochi chilometri da Pizzo. Un gioco di squadra ormai
rodato alla perfezione.
«
Ecco, appunto - dice Callipo possono sembrare i soliti discorsi
teorici, poco pratici, e invece la capacità di fare gruppo è una
diretta conseguenza del nostro legame con il territorio. Basta
un esempio. Abbiamo una squadra che milita nel campionato di A1
di Volley. Anzi, lo scorso anno siamo arrivati in finale di Coppa
Italia. Un risultato storico. Bene. Da qui partono pullman organizzati
con i nostri dipendenti che per un giorno si trasformano in tifosi
appassionati a vanno a seguire la squadra in giro per l’Italia.
Poi, però, il lunedì mattina tutti puntuali tornano
al lavoro. Con lo spirito rinfrancato».
E che non sia solo una questione di spirito, ma anche di vil
denaro lo testimoniano i numeri. La Callipo Spa, infatti,
in annate di crisi per il settore ha costantemente guadagnato
quote di mercato e anche nell’ultimo anno, con un fatturato
di 28 milioni di euro, è cresciuta del 3%. E crescere,
in . questo settore, è sempre più difficile. Il big
business si sta spostando verso l’estremo oriente. Alcune multinazionali
pensano di spostare la produzione in Nord Africa e in Medio Oriente.
Dove la manodopera costa pochissimo.
«
Ma i nostri numeri numeri sottolinea mister Callipo - dimostrano
che puntare sul lungo periodo, sulla qualità e sulla trasparenza
del prodotto alla fine si rivela una scelta vincente. E poi vuole
mettere la soddisfazione che c’è a fare impresa al
Sud».
Ma è così difficile il mestiere dell’imprenditore
da Roma in giù? «Diciamo che è almeno
quattro volte più difficile, Per una questione sociale,
ambientale e anche geografica. Noi, qui, siamo distanti dai
mercati di consumo, abbiamo difficoltà sia nell’ approvvigionamento
delle materie prime sia nel reperire i macchinari necessari alla
produzione. Per non parlare, poi, dei fenomeni malavitosi
tristemente noti».
Insomma, come ha detto il presidente di Confndustria Luca Cordero
di Montezemolo, chi fa impresa al Sud è un eroe. «Eroe
no, ma sicuramente ha a che fare com’i mia realtà più complessa.
Magari hai meno margini di errore e devi sfruttare le idee arrivando
prima degli altri. Noi per esempio siamo stati i primi al mondo,
nel 95, a partire con la vasetti in vetro. Il tonno lo puoi vedere,
puoi quasi testare la qualità, la compattezza,
il colore. Adesso abbiamo in produzione delle peculiarità di
tonno solo nostre: le rustiche di tonno con la ‘nduja, con
la cipolla di Tropea e col cuore di carciofo. Come vede mettiamo
sempre al centro i prodotti della nostra terra»,
Innovare, quindi. E per il futuro? «Vede, Pizzo è famosa
per 3 cose: qui venne fucilato anni fa Gioacchino Murat, poi abbiamo
il tonno e infine il gelato. La prima è storia, sul
secondo pensiamo di essere all’avanguardia non
ci resta che puntare sul gelato. Ecco, noi, alla delocalizzazione
rispondiamo diversificando e cercando dì arrivare prima
degli altri».
Tobia De Stefano
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